testi critici


«...Le tavole acquerellate di Simonetta Occhipinti, nella loro brillantezza e perspicuità ottica che le rende oltre che belle anche utili per lo studio delle varietà botaniche illustrate, si collegano infatti idealmente, e per alcuni versi anche stilisticamente, alla vastissima produzione artistica che può essere ricercata e goduta con soddisfazione in alcuni musei e siti fiorentini, alla ricerca di assonanze, differenze, nobili ascendenze e per individuare quella continuità che fa dell’illustrazione botanica (specialità oggi quasi completamente femminile) un fil rouge che attraversa molti secoli dell’arte italiana...».

Stefano Casciu
Direttore del Polo museale regionale della Toscana

«...Le opere di Simonetta Occhipinti si inseriscono egregiamente nella scia degli illustratori botanici: i suoi acquerelli dedicati agli agrumi ed esposti nella mostra “Citrus, l’oro dei Medici” ci riportano felicemente ad un’epoca in cui nuove varietà, forme bizzarre o specie poco conosciute venivano documentate non solo da dotte descrizioni botaniche, ma soprattutto da fedeli ritratti dal vero che ne facevano apprezzare ogni minuta caratteristica.
E in effetti, i limoni e i cedrati di questa artista, grazie ad una tecnica di acquerello molto raffinata e sperimentata non solo nelle tavole dedicate agli agrumi, ma anche in quelle di altri frutti e fiori, si mostrano quasi ‘impudicamente’ ai nostri occhi, nella migliore tradizione naturalistica fiorentina...».

Chiara Nepi
Responsabile Sezione di Botanica
Museo di Storia Naturale

«...Le sue iconografie presentano un "naturalismo allegorico" di antica ascendenza, in cui, sotto l’apparenza fenomenica di assemblaggi di fiori o presenze zoomorfe, si liberano rivisitazioni simboliche di natura sacra o profana di studiata concezione... Campeggia sulle tele la dinamica delle rifrazioni luministiche, ottenute con la tecnica ad olio, sovrapponendo preziose velature entro una rigorosa impaginazione del dipinto, secondo un’ampia gamma cromatica tonale di ricercata euritmia e calligrafica compostezza.
Autrice indiscussa di "Metafore moderne", alleate all’antico, il suo propositivo linguaggio figurativo incarna un’iconologia dalle intime segretezze interiori, dai ricercati preziosismi tecnici e contenutistici, alimentato dall’attrattiva per la natura, reso attuale dall’apporto della "luce" che definisce la "meraviglia" delle forme secondo una puntuale resa veristica...».

Silvia Ranzi
critico d'arte

«Quella di Simonetta Occhipinti è una pittura puntigliosa ed esigente, esperita su importanti esempi di tecniche rinascimentali e luci seicentesche....
Di fronte ai suoi lavori non possiamo che riconoscere per prima cosa il valore di questa qualità alta della materia pittorica e in tal senso il suo percorso si inscrive a buon diritto nella scia della migliore tradizione figurativa toscana costruita ed educata sull’esercizio del disegno prima ancora che della pittura, ma anche a formarsi su una peculiare esperienza nel riprodurre il vero.
Da queste solide basi emerge però, e per fortuna, l’anima dell’artista capace di superare i valori esclusivamente estetici per coniugarli invece all’esigenza più genuina ed interiore che fa esprimere tutta la sua sensibilità: e lo vediamo nell’attenzione ai soggetti dell’infanzia i cui temi appaiono non fermarsi alla riproduzione fedele e realistica ma cercare di porgerne un ritratto poetico e anche sensibile alle problematiche connesse al sociale.
Questa sua indole si conferma ancora nei temi meno ancorati al naturalismo o al reale, dove l’artista crea quell’atmosfera vellutata e nebbiosa che rimanda ad un clima onirico. Dunque il salto è compiuto, Simonetta Occhipinti si rivela, proprio attraverso i diversi itinerari d’esperienza… non solo pittrice ma artista: nella tensione a non fermarsi all’appagamento della impeccabile esecuzione tecnica ma facendo invece di questo bagaglio il mezzo per liberare la propria più intima espressività, mostrandoci il suo sguardo poetico sul mondo circostante ma capace anche di dar vita e forma al proprio immaginario.
Un'artista che recupera valori antichi ma che si fa partecipe testimone del proprio tempo.».

Roberta Fiorini
critico d'arte